
Dopo la 2ª Guerra mondiale l’Aeronautica Militare Italiana rimase un’arma a parte delle Forze Armate, ma con l’avvento della Repubblica perse il precedente Stemma araldico. Lo Stato Maggiore dell’Aeronautica chiese ed ottenne un nuovo Stemma Araldico con decreto del Presidente della Repubblica, a firma di Giuseppe Saragat, il 25 gennaio 1971. Il decreto cosi recita: «È concesso all’Aeronautica Militare uno stemma descritto come appresso: inquartato nel primo d’oro un cavallo alato azzurro, inalberato e rivoltato, tenente con le zampe anteriori una fiaccola naturale (27ª Squadriglia aeroplani); nel secondo d’argento un grifo rampante rosso (91ª Squadriglia “Baracca”); nel terzo d’argento un quadrifoglio verde (10ª Squadriglia da bombardamento Caproni); nel quarto di porpora il Leone di S. Marco in maestà con la spada e con il libro degli Evangelisti chiuso (87ª Squadriglia “Serenissima”). Sopra lo scudo un’aquila turrita d’oro e sotto, su lista svolazzante d’azzurro, il motto pure in caratteri d’oro: Virtute Siderum Tenus».
Vennero dunque scelte quattro squadriglie aeree che durante la 1ª Guerra mondiale si distinsero particolarmente. Non tutti sanno, comunque, che due di queste squadriglie nacquero sul campo di volo Villaverla-Thiene (VI).
La 27ª Squadriglia Farman, nata l’1 aprile 1913 presso il distaccamento aviatori di San Francesco al Campo di Torino (ma come 10ª Squadriglia Farman), divenne il 15 Aprile 1916, sul campo di Villaverla-Thiene, 27ª Squadriglia aeroplani, con il simbolo di un cavallo alato azzurro che tiene in mano una fiaccola naturale.
Il quadrifoglio verde rappresentava il simbolo della 10ª Squadriglia aeroplani da bombardamento Caproni: fu costituita il 25 maggio 1916 sempre sul campo di volo di Villaverla-Thiene con aerei da bombardamento Caproni C3.
Il grifo rampante rosso rappresentava invece la 91ª Squadriglia aeroplani da caccia: venne costituita l’1 maggio 1917 sul campo di Santa Caterina (UD) e divenne al termine della 1ª Guerra mondiale 91ª Squadriglia caccia “Baracca”, prendendo dunque la denominazione dell’asso degli assi (con 34 vittorie al sua attivo) Maggiore Francesco Baracca, morto in combattimento a Colle Val dell’Acqua, sul Montello, il 19 giugno 1918. L’intera Squadriglia venne anche chiamata la Squadriglia “Assi” in quanto i loro componenti ottennero più di 100 vittorie.
L’87ª Squadriglia, infine, detta “La Serenissima” per via del Leone di San Marco in omaggio a Venezia, fu costituita il 12 gennaio 1918 sul campo di Ponte San Pietro (BG): compì negli ultimi 11 mesi di guerra ben 159 missioni, incluso il celebre volo su Vienna al comando del Maggiore Gabriele D’Annunzio. Di questa Squadriglia faceva parte un pilota thienese, Francesco Ferrarin (cugino del più noto Arturo Ferrarin), non molto conosciuto dai suoi concittadini ma decorato con la Medaglia di Bronzo al Valor Militare con la seguente motivazione:
«Pilota nuovo alle vicende della guerra, emergeva subito per elevato sentimento del dovere, capacità ed ardire. In condizioni atmosferiche avverse si offriva per una importante missione, che portava a termine abilmente ed arditamente. Con serena fermezza raggiungeva in ricognizione una munita base a 300 chilometri dalle nostre linee, e rimediando ad un incidente al motore, con calma e perizia rientrava dopo 5 ore di volo. Cielo di Trento (Friederich) 30.06.1918».
Dunque la comunità di Thiene può essere orgogliosa, non solo per le imprese aeree di Arturo Ferrarin, ma anche per avere svolto un ruolo determinante durante la Grande Guerra, tanto da essere presente nello Stemma Araldico dell’Aeronautica Militare Italiana con due Squadriglie aeree nate proprio sul campo di volo Villaverla-Thiene e per avere avuto nella 87ª Squadriglia “La Serenissima” un pilota decorato come Francesco Ferrarin.