Sergente maggiore Tullio Bortolotti


Sergente maggiore Tullio Bortolotti Le gesta di piloti famosi della Regia Aeronautica quali Lucchini, Buscaglia, Cenni per citarne alcuni sono ben note agli appassionati, tuttavia recentemente, grazie al reperimento di alcune esclusive fotografie conservate dalla famiglia, una delle tante storie “sconosciute” di un pilota della Regia Aeronautica è stata riportata alla luce. Stiamo parlando del Serg. Magg. Tullio Bortolotti, pilota che dopo aver volato nell’immediato anteguerra con il 3 Stormo di base a Mirafiori, dopo aver eseguito un primo ciclo operativo come pilota da caccia difendendo i confini nazionali nelle prime settimane di guerra, effettuò un ciclo operativo nel teatro Greco e in Africa con i bombardieri a tuffo Ju 87 Stuka ricevuti dalla Luftwaffe.
Gli Angeli della montagna


Questo articolo racconta un tragico incidente aviatorio avvenuto dalle parti di Santa Maria del Taro durante la Seconda Guerra Mondiale. Non viene volutamente riportato con esattezza il luogo per rispettarne l'integrità, anche se sarebbe bello che le autorità civili locali vi erigessero una stele a ricordo.
Sua Maestà lo Spitfire –“ Un Veltro con una marcia in più “
Ho sempre amato lo Spit! Un pò perchè grazie a Film come "Dove osano le Aquile" o "I lunghi giorni delle Aquile" che io oggi mi interesso di Storia dell'aviazione, un pò perchè leggendo tutto ciò che c'è da leggere sull'argomento mi accorgo quanto Mito e Leggenda a volte sono legati da una sottile linea, e non si può fare a meno di prescinderne, perchè la storia di questo Nobile dell'aria a scritto capitoli che resteranno impressi nella storia aerea di tutti i tempi.
I Carabinieri pionieri dell'Aviazione nella Grande Guerra
Nel 1903 i fratelli Wright compirono il primo volo con un aliante munito di un motore da 12 cavalli che restò in volo per circa 12 secondi, dando inizio all’era dell’aeroplano. Tutte le nazioni industrializzate capirono la grande importanza della nuova scoperta, realizzando in tempi brevi modelli di aerei civili e militari. Allo scoppio della guerra in Europa nel 1914, l’aeroplano divenne una valida innovazione nei combattimenti moderni, come la mitragliatrice ed i primi carri armati.
Presentazione Ufficiale Associazione DOGFIGHT - 20 febbraio 2010
Sabato 20 febbraio scorso si è tenuto presso la Biblioteca Civica di Thiene (VIicenza) - Palazzo "Cornaggia", la presentazione ufficiale al pubblico dell'Associazione Ricercatori Storico Aeronautica DOGFIGHT, alla presenza di varie autorità pervenute, al quale va il nostro più sentito ringraziamento per la partecipazione. Durante la cerimonia, sono state illustrate le motivazioni che hanno portato alla nascita della stessa, ed i progetti che intendiamo realizzare nel prossimo futuro, a tal proposito riproponiamo il discorso di apertura.
Storia del primo paracadutista militare
Durante le mie ricerche per la mostra effettuata nel 2008 in occasione dell’anniversario dei 90 anni della fine della 1ª Guerra mondiale presso l’Aeroporto di Thiene “Arturo Ferrarin”, mi imbattei nella storia del tenente Alessandro Tandura. La sua vicenda mi ha subito affascinato, in quanto egli fu il primo paracadutista militare d’Italia. Non solo: la sua avventura iniziò nel campo di volo Villaverla-Thiene. Inoltre il pilota che guidò l’aereo in territorio nemico era nientemeno che l’asso canadese Maggiore W. Barker, che il quel periodo comandava la 139ª Squadriglia aerea di stanza nel medesimo campo di volo.
Nel 1917 gli inglesi consegnarono un certo numero di paracadute modello “Calthrop”, ribattezzati “Angel Guardian”, al corpo d’aviazione italiano, allo scopo di salvare la vita dei giovani piloti una volta abbattuti. Per lo scarso numero di paracadute, unito alla “tradizione marinaresca” degli aviatori della 1ª Guerra mondiale (decisi a seguire fino in fondo la sorte del mezzo a loro affidato), e inoltre per la scarsa praticità nell’abbandono del velivolo e per l’ingombro che comportava, lo stesso fu accantonato dalle squadriglie e preso in esame solo dai militari addetti ai palloni d’osservazione. Una certa quantità fu comunque affidata al Servizio Informazioni dell’VIII Armata comandata dal tenente colonnello Dupont.
Dopo la disfatta di Caporetto l’Esercito italiano preparava con l’arresto dell’offensiva austro- tedesca del giugno 1918 la controffensiva finale nota ai nostri giorni come “battaglia di Vittorio Veneto”. L’Ufficio d’Informazione dell’VIII Armata cercò dunque dei volontari da paracadutare dietro le linee nemiche al fine di appurare l’effettiva consistenza dei reparti nemici al di là del Piave. Quattro giovani ufficiali accettarono la missione: i tenenti Alessandro Tandura, Antonio Pavan, Pier Arrigo Barnaba e Ferruccio Nicolosio. L’operazione fu coordinata dagli inglesi, che oltre a spiegare l’uso del paracadute avevano il compito di lanciarli in territorio nemico. Venne scelto il maggiore W. Barker (che, lo si scoprirà nella sua biografia, fu l’ideatore del piano dopo aver visto un pilota tedesco lanciarsi dal suo velivolo in fiamme).
La breve vita della Squadriglia “Gigi tre Osei” nell’aeroporto di Thiene (Vicenza)
17.12.1944 al 24.12.1944
















